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IDEE E CRITICA


Critica" è una parola impegnativa. Richiama quel sapere filosofico alto che incute un pò di timore agli antropologi, occupati a sostanziarlo e oggettivarlo attraverso le loro famose, e spesso tanto difficili quanto bistrattate, ricerche empiriche "sul terreno", per cogliere dal vivo quelle situazioni umane di cui la filosofia può "solo" articolare nello spazio della ragione. Ancora, evoca quell'articolato sapere sociologico della Scuola di Francoforte, concentrato ad evidenziare le contraddizioni interne ai sistemi di pensiero e sulla logica dialettica.

PiÙ modestamente, intendiamo l'esercizio della critica come un atto fondamentale di una ragione antropologica che decida di non adagiarsi sulla mera descrizione dell'esistente, sulla costruzione di una retorica fiacca adatta a tutti gli usi.

Riteniamo ci sia una antropologia per conoscere, di matrice esperienziale e teoretica, descrittiva e modellizzante, ma anche un'antropologia per pensare, di matrice filosofica e riflessiva, attenta a valutare le sue proprie condizioni di produzione, le altrui rivendicazioni e i diversi posizionamenti, gerarchici e ideologici, che ogni attore sociale impone e subisce. Illuminare le logiche interne dei discorsi sull'umano, esplicitare i presupposti da cui essi muovono e indagare le articolazioni del "potere di conoscere" sono i fondamentali di un'antropologia critica, pubblica e aperta.

Non esistono particolari ambiti di riferimento, solo la convinzione che il presentare, discutere e dibattere "idee" sia il motore fondamentale dell'attività conoscitiva. Le idee hanno una origine, una storia, uno sviluppo, una casa "disciplinare", ma sono anche migratorie, passano tra diversi ambiti di ricerca subendo modifiche più o meno consistenti. Sulle idee si incardinano discorsi, che evocano immagini e costruiscono mondi, all'interno dei quali tutti noi viviamo. Ci sono idee che hanno successo, che fanno carriera. Altre che cadono nel dimenticatoio. Altre che aspettano di nascere, di essere riconosciute.


Materiali:

Dibattiti Antropologici 1

La serie di documenti intitolati "Dibattiti antropologici" qui pubblicati risponde a tre esigenze. Primo, mettere a fuoco in modo conciso e schematico la sostanza di alcuni storici dibattiti tematici che sono al cuore dell'antropologia sociale, in modo da farli conoscere ad un pubblico più vasto possibile. Secondo, mettere a disposizione, per questi dibattiti, una bibliografia ragionata ed esaustiva che permetta a chi voglia approfondire la possibilità di accedere a fonti primarie ed avere così subito i testi e articoli originali ai quali qui si accenna solamente. Terzo, mostrare che anche in antropologia sociale e culturale, al di là del suo approccio empirico, si generano questioni teoriche e concettuali che non solo non vengono chiarite dalla ricerca sul terreno,ma da questa vengono puntualmente messe in crisi. Vedere come nei dibattiti si plasmano e si modificano i concetti aiuta a sentirli come strumenti delicati ma utili e malleabili, piuttosto che come gabbie per racchiudere i fenomeni.


Dibattiti Antropologici 2

Onore e vergogna nel Mediterraneo

Honour and Shame in the Mediterranean

Onore e vergogna nel Mediterraneo (documento pdf - it)

Negli anni Sessanta del ventesimo secolo si aprì un nuovo settore di studi agli antropologi anglosassoni: l'area mediterranea. La 'scoperta' della regione non era affatto nuova; in realtà, era già stata resa popolare da romanzieri Gotici e poeti Romantici. Durante i tre decenni che seguirono la Seconda Guerra Mondiale, antropologi anglosassoni elaborarono un modello teorico di Onore e Vergogna come strumento teorico per spiegare le società mediterranee concepite come un'unica, omogenea area culturale. Anche se gli storici considerano il Mediterraneo la culla della civiltà urbana, gli antropologi si concentrarono soprattutto su piccole comunità rurali marginali sulla sua sponda settentrionale, secondo una tradizione di lavoro su campo extraeuropeo. Studi successivi hanno tentato di venire a capo delle contraddizioni del concetto di onore come precedenza e come virtù, e con un diverso quadro dipinto dagli studi sul sistema di parentela mediterranea e la proprietà terriera. Gli studi femministi e di genere hanno provato che il paradigma di Onore e Vergogna non è soddisfacente per spiegare la complessità delle società mediterranee e le differenze causate dai processi di modernizzazione.

Honour and Shame in the Mediterranean (documento pdf - eng)

In the sixties of the twentieth century a new field of study opened for Anglo-Saxon anthropologists: the Mediterranean. The "discovery" of the region was not new, because it had already been popularized by Gothic novelists and Romantic poets. During the three decades following the Second World War, Anglo-Saxon anthropologists devised a theoretical model of Honor and Shame as a theoretical tool to explain Mediterranean societies conceived as a single, homogeneous cultural area. Although historians consider the Mediterranean, the cradle of urban civilization, anthropologists focused primarily on small rural communities on its northern shores, according to a tradition of fieldwork outside Europe. Subsequent studies have attempted to overcome the contradictions of the concept of honor as precedence and as a virtue. A different picture was painted by the studies on the kinship system and the Mediterranean land tenure. Feminist and gender studies have shown that the paradigm of Honor and Shame is not satisfactory to explain the complexity of Mediterranean societies and the differences caused by the processes of modernization.


Dibattiti Antropologici 3

La guerra yanomamo più feroce

La guerra yanomamo più feroce (documento pdf - it)

La guerra più feroce fu quella combattuta sulle riviste accademiche, le case editrici e sui media. Nel 2000 Patrick Tierney pubblica un testo in cui il giornalista rivela una storia a tinte fosche,con l'obiettivo di portare alla conoscenza del grande pubblico come la ricerca antropologica e il business dell'informazione abbiano distrutto gli ecosistemi amazzonici sia sotto il profilo umano che naturale. Sul banco degli imputati, in primis, l'antropologo americano Napoleon Chagnon, professore di Antropologia all'UCSB e autore di quella che è considerata da molti la migliore etnografia mai scritta, prossima al milione di copie vendute e ampiamente adottata nelle università. Nasce in quel momento la famigerata Controversia sugli yanomami.


Antropologia Pubblica

Antropologia Pubblica: un dibattito (presentazione Power Point in pdf - it)

Il termine 'antropologia pubblica' è stato inventato nel 2000 dall'antropologo americano Robert Borofsky. Conosciuto in Italia soprattutto per il volume da lui curato Assessing Cultural Anthropology (1994, ed. it. L'antropologia culturale oggi, 2000), Borofsky conia AP in occasione della pubblicazione di una serie di volumi per la California University Press: l'obiettivo era quello di fare ricerca su temi che fossero socialmente rilevanti e dessero vita a documenti accessibili ad un pubblico più ampio. In questa accezione, 'pubblico' contrastava direttamente con 'accademico'.


Kogi, potere e retorica "verde"

Kogi, potere e retorica "verde" (documento pdf - it)

Da qualche decennio i kogi colombiani sono citati come esempio di etica del rispetto dell'ambiente, ma le loro pratiche ambientali smentiscono la presunta saggezza di una ristretta cerchia di preti. Infatti, questa teocrazia resa celebre da un fortunato documentario della BBC, può essere al contrario usata come esempio di disfunzione sociale e distruzione ambientale, a causa del loro sistema sociale ed economico. Ironicamente, nonostante l'arte profetica, i preti kogi non sono riusciti a prevedere il massiccio mercato della droga (cocaina e marijuana), che favorisce l'agricoltura narcos sulla loro montagna, messo in moto da consumatori occidentali spesso sensibili al Verbo ambientalista.


Il fabbricante di universi

Emilio Salgari, A Writer For Armchair Travelers

Il fabbricante di universi (documento pdf - it)

Emilio Salgari costruì la finzione esotica del pubblico nazionalpopolare dell'Italietta Salgari è, in verità, il creatore dell'indiano immaginario italiano, una figura mitica che risponde a tutti i luoghi comuni che infarciscono le conferenze di vasto pubblico specie se compreso tra i trenta e i sessantanni. La sua influenza nella creazione dell'Indiano italiano immaginario proietta un'ombra lunga sul fumetto e sul cinema.

Emilio Salgari, A Writer For Armchair Travelers (documento pdf - eng)

Emilio Salgari was born in Verona, northeastern Italy, in 1862 and attended the Nautical School in Venice until 1881, when he interrupted his studies and found a job on a freighter sailing along the coasts of the Adriatic and Mediterranean Seas. Though he thereafter spoke of fabulous journeys in faraway countries, this was his only real 'exotic' experience, even though his fantasy let him travel all the seas and oceans in his writings. This writer of popular serial novels, cut off from the intellectual debate and Central European ferment of his time, but sharing the feelings of the petit bourgeois flag-wavers of King Umberto's and Giolitti's Italy, shows his literary taste by means of a prose that owes a lot to Giuseppe Verdi and other artists of melodrama. The stereotyped 'Other', so excessive and alien, of his stories entered the Italians' collective unconscious.


Antropologia di Steve Jobs

Antropologia di Steve Jobs (documento pdf - it)

Steve Jobs è sicuramente una delle figure pił influenti degli ultimi 50 anni. In questo pamphlet abbiamo raccolto gli interventi pił significativi del nostro blog.


Elogio dell'Antropologia

Tavola Rotonda in onore di Claude Lévi Straus (documenti pdf - it)

Il 9 giugno 2010 al Palazzo del Bo, Università di Padova si è tenuta una tavola rotonda per onorare la memoria di Claude Lévi Straus. Qui potete trovare le relazioni presentate a quel dibattito.