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Il Sole e la donna (parte 1)

La cosiddetta impurità delle fanciulle puberi e la santità delle persone sacre, per la mentalità primitiva, non differiscono materialmente l’una dall’altra (Frazer 1922 [1973:918-19).

Nel sistema delle direzioni della religione Sioux Oglala il nord è la sede del Gigante delle tempeste di neve, del Vento del Nord. Nel circuito profano il Nord è la direzione della terra degli antenati e quindi degli spiriti, ma nel circuito sacro, quando si entra in un tepee, il Nord è la direzione della vita e del respiro e dove risiede il Popolo Bisonte, la sorgente del cibo. Il Vento del Nord è associato all’inverno, waniyetu, che può essere tradotto come “il tempo/luogo del respiro/vita” e nel rituale il suo colore è il rosso. Rosso in Oglala si dice sa ed è legato etimologicamente a san, vagina. Il Popolo Bisonte ha la sua dimora nel nord e il termine generico per indicarlo nel rituale è pte, bisonte femmina (tatanka, bisonte maschio quando si vuole specificare). READ THE FULL ARTICLE >>

Donne pericolose: Donna Doppia, Donna Cerva, Donna Gialla e le altre (parte 2)

In America esistono vari tipi di cervidi appartenenti alla sottofamiglia degli Odocoileini, dal caribù (Rangifer tarandus) all’alce canadese (Alces alces, in inglese moose) al cervo wapiti (Cervus canadensis, in inglese elk). Tra questi vi è una sottofamiglia di cervidi di media statura: il cervo a coda bianca o cervo della Virginia (Odocoileus virginianus), diffuso dal Canada al Brasile e il cervo a coda nera o cervo mulo (Odocoileus hemonus), che vive nell’ovest degli Stati Uniti e in Centroamerica. E’ il genere di cervide chiamato in inglese deer, un nome che i coloni gli affibbiarono per la sua somiglianza con il daino (Dama dama, che appartiene alla sottofamiglia dei Cervini). READ THE FULL ARTICLE >>

Donne pericolose: Donna Doppia, Donna Cerva, Donna Gialla e le altre (parte 1)

La maggioranza degli studiosi della fine del 19° e inizio del 20° secolo fanno riferimento a coloro che, tra i Sioux, sognano della Donna Doppia, Winyana Numpapika, e gran parte degli studiosi successivi si sono basati su questi resoconti. Questa figura mitica non è un concetto monolitico, ma piuttosto un amalgama di aspetti collegati; rappresenta il dualismo, ma si irradia anche in altre direzioni e i vari nomi con cui si presenta nel complesso onirico-mitico Lakota la qualificano come Anuk Ite, Faccia Doppia, Winyan Numpapika, Donna Doppia, Sinte Sapela Win (Donna Cerva dalla Coda Nera) e Can Tarca Yuwakampi kin (Daino dalla Coda Bianca). READ THE FULL ARTICLE >>

Donna, Canestro della vita (parte 2)

La cosmologia dei Keres Laguna del New Mexico concepiva una divinità creatrice, Donna Pensiero e le sue sorelle aiutanti. Queste due divinità, il cui nome è Uretsete (Paniere Pieno da Traboccare) e Naotsete (Che Ha più Cose Nel Paniere), danno la vita agli animali e alle piante che hanno nei loro panieri seguendo le istruzioni della loro sorella Creatrice. Le stesse Uretsete e Naotsete prima di esistere effettivamente esistevano all’interno di due panieri in possesso della Creatrice. READ THE FULL ARTICLE >>

Donna, Canestro della vita (parte 1)

Nella vita indiana i canestri entrano nella sfera dei più intimi bisogni domestici, religiosi e sociali. In molte regioni del Nordamerica, dal Plateau al Sudovest, alla California, al Nordovest i bambini sono trasportati in cesti che fungono da culla sulle spalle della madre o appesi a dondolare dalle travi della casa mentre lei svolge i lavori domestici, fila o tesse e in questo modo i primi ricordi dell’infanzia sono inestricabilmente connessi ai cesti. I cesti servono poi per essere riempiti di ogni genere di alimenti nella raccolta delle piante selvatiche e della legna e cesti tessuti così fitti da essere impermeabili servono da secchi per l’acqua, da borracce (incatramati) e da pentole. I cesti servono da setacci e da piatti, da contenitori delle riserve invernali e, infine, da contenitori dei morti. Nel Sudovest un’intera sequenza di civiltà preistorica è chiamata proprio i Cestai (Basketmakers), la civiltà cioè che ha dato origine alla attuale cultura Pueblo. READ THE FULL ARTICLE >>

I sogni delle donne

Che cosa sognano le donne native americane?

Esse sognano disegni, progetti, canti e danze e si associano in società femminili: Maggie sognò le possibilità di un ricamo di perline che rappresentava il brillante fogliame autunnale e le eseguì (Landes 1938). READ THE FULL ARTICLE >>

Il terrore delle mestruazioni (parte 4)

La visione spontanea è parte della natura femminile più che di quella maschile e in molti casi, secondo Landes (1938), la visione spontanea venne sperimentata da donne e ragazze che dimostrarono grande talento in altri campi. Donna Cielo era famosa per come padroneggiava quasi tutte le tecniche praticate da un Ojibwa, maschio o femmina: viveva da sola e “sognava”; si sposò tardi e continuò a “pensare” per tutta la vita, anche dopo che diventò vedova. Era conosciuta come una visionaria che praticava un metodo importante di cura, ma era considerata una veggente strana, perché viveva “come un uomo”. READ THE FULL ARTICLE >>

Il terrore delle mestruazioni (parte 3)

Non tutte le ragazze native però erano sottoposte a trattamento così severo o così cupo come le adolescenti della Costa Nordovest. Maria Chona, Papago dell’Arizona, per esempio, raccontava: “Essi scelsero la cugina di mio padre per prendersi cura di me. Era la donna più industriosa che avevamo, sempre a correre con il cesto da carico. Quella vecchia veniva da me al buio, quando non era ancora l’alba. […] READ THE FULL ARTICLE >>

Il terrore delle mestruazioni (parte 2)

Come tutte le “primizie” anche la donna “nuova” al menarca aveva un potere specialissimo e particolarmente pericoloso e per questo motivo le precauzioni non erano mai troppe. Non solo doveva essere isolata dalla società, ma anche da se stessa, attraverso la proibizione di toccarsi o grattarsi senza l’aiuto di un grattatesta, un grattaschiena e talvolta perfino un grattaocchi. Non poteva bere liquidi caldi o freddi, ma solo tiepidi e attraverso una cannuccia. READ THE FULL ARTICLE >>

Il terrore delle mestruazioni (parte 1)

L’universalità del tabù delle mestruazioni è praticamente senza eccezioni e testimonia quindi un complesso culturale straordinariamente antico e radicato ancora oggi nella credenza popolare e nel comportamento anche nel nostro mondo “scientifico”. Il legame magico tra la luna e le mestruazioni è profondo, anche se in realtà donne perfettamente sane hanno spesso cicli che vanno dai 21 ai 35 giorni e non di 28 giorni come il mese lunare. Comunque, la credenza nel rapporto tra luna e mestruo si tramanda nei secoli: la diabolica rugiada adoperata dalle streghe della Tessaglia in Grecia utilizzava sangue mestruale di una fanciulla raccolto durante un’eclissi di luna e la chiesa cattolica ha perseguitato le “cavalcate di Diana”, dea lunare, come stregoneria. READ THE FULL ARTICLE >>