Antropologia transpersonale

Antropologia transpersonale” (A. T.) è una espressione praticamente sconosciuta nell’Italia accademica. E’ un settore dell’antropologia culturale che indaga, in chiave multidisciplinare e comparativa, i modi e le forme culturali mediante le quali Homo Sapiens si rapporta con ciò che lo supera e lo circonda, che va oltre la propria persona, il proprio essere uomo: il divino, il cosmo, il sacro, le forze della natura, le forme della coscienza.

E’ ovviamente riduttivo far coincidere l’antropologia transpersonale con l’antropologia religiosa, in quanto la prima è un ambito che include ma supera la seconda, comprendendo tutte le pratiche e le conoscenze sviluppate da Homo Sapiens lungo tutta la propria storia evolutiva in direzione spirituale, inerente al rapporto fra la propria esperienza, la propria interiorità e il mondo dei fenomeni esterni.

Esiste una forte tradizione che vede l’ A. T. impegnata nello studio degli stati alterati di coscienza generati e utilizzati all’interno delle tradizioni sciamaniche come pratiche di conoscenza, di cura e di comunicazione cosmologica. Connesse a questi studi ci sono le ricerche di etnobotanica sulle sostanze psicoattive utilizzate per reggiungere determinati stati alterati, così come quelle inerenti la struttura dei rituali che fungono da contesto necessario per il compimento delle pratiche sciamaniche e trasformative. Questa forte enfasi sugli stati di coscienza è stata oggetto di critiche da parte di chi ritiene che l’A. T. dovrebbe allargare maggiormente il proprio raggio d’analisi e fondarsi su metodi meno impressionistici e più standardizzati e verificabili.

Una delle figure di spicco dell’A. T. è sicuramente Charles Laughlin. Oltre a studi main stream in A. T. si è impegnato per costruire una prospettiva teorica a fondamento di questi studi, conosciuta come strutturalismo biogenetico. Ritengo questo corpo teorico come uno dei più interessanti e articolati per rendere conto dell’esperienza umana presenti oggi nel dibattito antropologico culturale, approccio che spesso passa sotto il nome di neuroantropologia e che si sforza di indagare alle frontiere delle neuroscienze, della psicologia e dell’antropologia evoluzionistica in chiave cross culturale la natura e la variabilità della coscienza umana. Per approfondire molti materiali sono disponibili sul sito di Laughlin.

Un altro aspetto che trovo interessante del mondo transpersonale è la sua radicale multidisciplinarietà. Non credo esista altro settore antropologico che possa mostrare meglio di questo la molteplicità di Homo Sapiens e l’assoluta inadeguatezza di ogni prospettiva singola che si ponga come esaustiva per la sua conoscenza. L’A. T. è in buona compagnia: possiamo, a titolo di esempio, citare la psicologia transpersonale e l’ecologia transpersonale, due branche connesse che porre la triade psiche, uomo, ambiente come il livello minimo necessario per adottare un punto di vista genuinamente antropologico all’esperienza transpersonale.

Per una bibliografia completa e accurata oltre ai siti già segnalati si può guardare il sito della Society for the Anthropology of Consciousness e il wiki di A. T.

 

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