Celebrazioni II: Bianco

Bianco come Balena bianca: molti politici ex DC, come l’immarcescibile Bindi, sempre pronta a dare lezioni a tutti, hanno dimostrato una penosa ignoranza di fronte alle semplici, per un bimbo delle elementari, domande sul perché fosse stata scelta la data del 17 marzo per la celebrazione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. E bianco come il marmo di questa statua di Garibaldi di fronte ai Giardini Arena a Padova. A chi chiedesse come mai il monumento non stia in Piazza Garibaldi, poco lontana, come sarebbe logico, ricordo che fu una furbata della DC, che in quella Piazza nel 1945 cacciò Garibaldi e alzò la colonna con la Madonna dei Noli, che ancora è là, all’epoca delle processioni della Madonna Pellegrina anticomunista, che è esposta in una parrocchia padovana. Erano i tempi di Peppone e Don Camillo, oggi le suore di clausura votano bulgaramente l’ex segretario del PCI e attuale sindaco Zanonato da vari lustri. Oggi la statua, oltre a servire da comodo trespolo per piccioni, serve anche da importante punto di riferimento e di incontro per gli immigrati.
Bianco (e giallo) come la bandiera papalina. La presenza, molto discreta, lo ammetto, delle alte gerarchie vaticane alle celebrazioni, compresa la Presa di Porta Pia, è stata fatta rilevare dai media con altrettanta vellutata discrezione. E’ un tema su cui riflettere.
Bianco come Monarchia: il bianco della nostra bandiera deriva dal bianco della bandiera francese, con i colori del municipio di Parigi, dove il bianco rappresentava il colore della monarchia (come in Austria peraltro). In Italia il colore monarchico è il blu Savoia, ma evidentemente c’è stato un compromesso tra monarchici e repubblicani e il blu resta su coccarde, nastri, fasce e nello sport (nelle maglie delle varie nazionali – gli azzurri) ecc. E’ interessante che, nonostante l’unità d’Italia sia nata a causa di una serie di guerre dinastiche promosse dai Savoia e di intrighi e complotti mal riusciti da parte di alcuni settori dell’aristocrazia e dell’alta borghesia dei vari stati della Penisola, il ruolo dei Savoia in queste celebrazioni sia stato zero. Ritengo gli attuali membri della casata per lo più poco interessanti, ma la decenza istituzionale e la verità storica avrebbe dovuto suggerire a Napolitano, membro di un partito che si rifaceva all’URSS, che era finanziato dall’URSS e che si prefiggeva di fare la rivoluzione contro lo stato italiano, di almeno concedere un paio di minuti ai Savoia relegati dietro le transenne nell’evento celebrativo alla tomba del loro illustre avo, Vittorio Emanuele II di Savoia. Una cortesia che avrebbe evitato pensieri maliziosi su code di paglia.

Statua di Garibaldi PD

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