Antropologia e incertezza

Sull’onda della corrente postmodernista, il motto scelto per questo blog va subito dritto ad una delle caratteristiche peculiari del nostro momento storico: l’incertezza. Ma a ben guardare, essa affianca l’uomo da sempre, ne pervade l’esperienza, è fedele compagna del suo procedere nel mondo. Tanta pervasività fa riflettere: per reagire ad essa sono stati sviluppati sofisticati sistemi di conoscenza, di calcolo, di analisi e di pianificazione. Cogliere le leggi di natura che regolano il mondo dei fenomeni naturali è l’essenza della scienza, imbrigliare l’incerta pluripotenzialità del divenire verso forme e modi definiti e controllabili è una delle essenze della tecnica, per esempio. Certo, l’incertezza è anche bacino di possibilità da concretizzare, contro l’assoluta determinazione e noia del “sicuramente certo”. probabilmente, di due cose l’uomo può essere certo nel corso della sua esistenza: di morire, e del fatto che tutto il resto è incerto.

La pervasività dell’incerto, il suo potere che tutto struttura non può non affascinare. La consapevolezza di questa condizione fa affinare i sensi e la mente umana. La sua accettazione rende saggi. Il tentativo di elaborare una certezza soggettiva del proprio vivere occupava gli antichi filosofi stoici. L’incertezza quindi è generativa di caratteristiche propriamente umane. Incertezza, insoddisfazione, continua ricerca e battaglia contro le facili certezze, i luoghi comuni, le posizioni di comodo, i dogmi fatti ingoiare in maniera acritica. Questo il compito di un'”antropologia guardinga” che faccia del fascino dell’incertezza uno dei motori per le proprie analisi sui nostri luoghi, modi, vincoli e scelte di vita.

Un elogio dal punto di vista scientifico.

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59 Responses to “Antropologia e incertezza”

  • ho conosciuto Accame e seguito i suoi corsi (anni 88,89,90,91…). Ho letto molto di Accame. La settimana scorsa ho fatto una video, che è in qualche modo un omaggio ad Accame. Purtroppo è in francese, ma mettero’ nel mio sito una parte dell’ultimo paragrafo ‘introduzione all’etica” al quale si riferisce la mia video. Ecco il link della video :
    https://www.youtube.com/watch?v=GCQjXZPfZ0k&t=8s
    un saluto a tutti.

  • Antonio scrive:

    Ei.dove siete? Dov’è la memoria

  • Davide scrive:

    Ciao a tutti, dopo mesi e anni :)
    Ma nulla va perduto
    C’e’ ancora qualcuno di interessato ai libri di Accame? Fatemi sapere che credo ci siano delle novita’ 😉
    Scrivete qui oppure a stocc (at) libero . it

  • Antonio scrive:

    L’insegnamento di Accame lo porto sempre con me…o almeno ci provo..ciao Davide

  • Antonio scrive:

    Porto sempre con me le parole delle sue lezioni…quali novità?

  • Antonio scrive:

    L’insegnamento di Accame mi accompagna sempre…ciao Davide, di che novità ci illumini?

  • Davide scrive:

    ho riletto Accame perché l’eudemonia sta tornando in voga anche nella pedagogia mainstream. Mi sono accorto che il libro che ho è proprio usuratissimo. Ho così contattato l’editore di Accame è questi mi ha detto che in magazzino ha interi scatoloni dei suoi libri, non sa neanche quanti. E non sa che farsene. Lo capisco anche. Mi chiedevo se invece noi sapremmo cosa farcene.

  • Antonio scrive:

    Dove sono questi libri? Quanto costano? Potrei diffonderli tra i miei amici

  • Davide scrive:

    I libri sono a Padova. Mi diceva di averne circa 1000, l’introduzione all’etica e per chi sorride l’angelo della morte. Faceva la proposta di prenderli in blocco, ma non abbiamo parlato di prezzi. Anche a me era venuta una idea di poter metterli in circolazione tra amici interessanti, biblioteche, girolibro, ecc ecc. Almeno escono da un magazzino. Chiedo appunto se qui nel blog ci fosse qualcuno di interessato per fare una cosa, in qualche modo, di gruppetto. Io 1000 non li prendo certo, 100 potrei pensarci…

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