La Donna Ragno (parte 4)

Il ragno appare come motivo costante negli oggetti cerimoniali del cosiddetto Culto dell’Avvoltoio o Culto Meridionale della Morte dei Costruttori dei Templi a Piramide Di Terra del Sudest degli Stati Uniti, antenati dei popoli di lingua Muskogee, Cherokee, Caddo e Siouana orientale attuali. Il ragno appare più spesso inciso nei “gorgets”, cioè dischi di conchiglia da portare alla gola ed è sempre associato al cerchio solare e alla croce nelle città sacre dal Tennessee alla Florida e dall’Oklahoma alla Georgia. Molte delle tribù tardo preistoriche del Sudest avevano speciali disegni che erano ristretti all’uso cerimoniale: ragni, serpenti a sonagli, tacchini, picchi pileati, figure umane fantastiche e certi simboli geometrici incisi sulle collane da gola di conchiglia. Non sappiamo quale significato avesse il ragno nel simbolismo religioso degli indiani che usavano questo disegno sulle collane da gola, anche se sappiamo che alcuni ragni hanno una croce naturale sulla parte inferiore del loro corpo; tutti hanno otto zampe; e la posizione a testa in giù è quella di riposo. La croce è uno dei simboli più ripetuti e si trova su collane da gola, vasi, pietre da gioco d’azzardo e stoffa e persino su alcune pipe, come una pipa di argilla proveniente dal Missouri sudorientale (Fundaburk- Foreman, 1957).

In un esempio proveniente dal grande centro cerimoniale di Spiro in Oklahoma il ragno ha sul corpo una croce i cui bracci formano una spirale ed è associato, oltre che con il disco solare, con un cerchio formato da mani sinistre ornate di bracciale. Se ricordiamo la creazione del sole e della luna da parte della Donna Ragno, il suo “trovare il centro” e il fatto che la croce iscritta nel cerchio è attualmente uno dei simboli più sacri degli Indiani delle Pianure, simboleggiante le quattro direzioni e l’universo, possiamo ben credere che il ragno dentro il cerchio e con la croce sul ventre si sia trasformato e stilizzato nella croce iscritta nel cerchio. Ricordiamo che tra gli Osage, che hanno antenati preistorici abbastanza rintracciabili, solo la figlia maggiore delle famiglie di prima classe, cioè della più alta aristocrazia, potevano farsi tatuare il ragno stilizzato sul dorso delle mani, dato che questo tatuaggio era altamente cerimoniale e bisognava pagare molti cavalli, coperte e mantelli di bisonte all’artista sacro specializzato che lo eseguiva (Matthews 1961).

Un altro Ragno di grande importanza è Inktomi, il Briccone dei Lakota Sioux, eroe culturale dalla natura estremamente ambigua e protagonista di un cerimoniale di cura attualmente molto diffuso tra i Lakota. E’ la progenie di Inyan, la Roccia, la più antica forma che spremendo sangue dal suo corpo ha dato origine alla creazione, e di Wakinyan, gli Esseri Tuono privi di una forma precisa che si manifestano sotto forma di tuoni e fulmini e sono invocati per purificare la terra dall’impurità e dalla malvagità.  A causa dei suoi inganni crea scompiglio tra gli esseri divini, è in grado di trasformarsi in qualsiasi cosa, ma il suo aspetto naturale è quello di un ragno. Lo troviamo come mediatore dei desideri della Donna Doppia all’apertura di una caverna da cui attira fuori l’umanità e i bisonti. E’ responsabile, insieme alla Donna Doppia, dell’insegnamento della cultura ai Lakota, ha dato il nome a tutte le cose e ha creato il linguaggio, le forme e i colori degli animali. Anche lui ordina le quattro direzioni donando un colore a ogni Divinità del Vento (Powers 1977). E’ malvagio e gioca scherzi crudeli, ma spesso rimane vittima dei suoi stessi scherzi; ha una sessualità sfrenata e un pene tanto grande da doverlo spesso mettere in una scatola, come il Briccone dei Winnebago. Rappresenta il disordine sociale e il caos e le lezioni che le sue storie impartiscono ai bambini sono tutte al negativo, esempi di condotta impropria. Da questo punto di vista è molto vicino ai clown cerimoniali, è un incrocio tra il Koshare dei Pueblo e il tipo del Briccone-Eroe come Coyote, Lepre o Corvo. Anche la Donna Ragno aveva un aspetto pasticcione, anche se non soggettivamente maligno, che sembra un residuo dell’aspetto di clown cerimoniale che scolorisce e sopravvive nella storia sacra Navajo.

Gran parte della molteplicità della Donna Ragno, il suo aspetto legato al mondo selvatico, alla boscaglia e l’ aspetto mediatorio hanno qui assunto il carattere maschile del clown cerimoniale. I rapporti con il mondo ctonio e le formiche sono presenti anche in Inktomi, nell’intervento che gli spiriti ragni fanno nella cerimonia dello Yuwipi. Ogni Oglala che crede nell’onnipotenza di Wakantanka indossa o porta una pietruzza sferica avvolta con cura in un batuffolo di salvia e depositata in un sacchetti minuscolo di pelle di cervo. Inerente a ciascuna pietra c’è uno spirito chiamato Sicun, spiriti pietra che si rivelano alle persone sante e sono impiegati dagli sciamani Yuwipi per farsi aiutare a curare i malati e trovare oggetti perduti o rubati. Quando sono posseduti individualmente, cioè sono inerenti alla pietra personale di un individuo, gli spiriti proteggono quella persona dal pericolo, dalla fame, dai problemi finanziari e  dalle difficoltà materiali. Chiunque voglia acquistare una tale pietra lo fa attraverso uno speciale rituale detto Inktomi lowanpi, “Ragno canta”. Alcuni spiriti delle pietre prendono il nome dagli attributi di Inktomi – Ragno Volante, Ragno Che Cammina Sottoterra, Ragno Che Cammina sull’Acqua, Ragno Che Non Rispetta Niente, Ragno Che Distrugge Le Cose, Ragno Che Litiga Con Tutti. Durante lo speciale rito detto “Inktomi canta” la pietra è “nominata”. Così il nominare (castun) stesso rende sacra e potente la pietra profana.. Se una persona porta la sua pietra essa deve essere perfettamente sferica e di solito si può trovare in un letto di torrente, fiume o lago. Uno sciamano Yuwipi cercherà di solito di trovare tale pietra vicino a un formicaio (Powers 1982). I Lakota credono che la superficie della terra sia impura, mentre l’interno è puro, per questo qualunque monticello provocato dallo scavo di animali come le formiche, il ragno, la talpa, i cani della prateria, i lupi, i coyote e i serpenti è considerato terriccio “pulito” e adatto a scopi religiosi, a causa della doppia appartenenza di questi animali ai due mondi. Essendo proprio presso la Porta dell’Aldilà le pietre trovate vicino ai formicai sono particolarmente potenti.

Un’altra caratteristica, infine, della Donna Ragno è il suo rapporto con il sale. Lo spirito del sale è femminile, anche se il sale di per sé è un elemento maschile. L’ambiguità nasce dall’associazione del sale con i Gemelli della Guerra e i luoghi del sale a cui i Pueblo facevano dei pellegrinaggi sono sotto la loro protezione. Secondo una storia Hopi, i Gemelli e la nonna, Donna Ragno, un giorno decisero di andare a vedere una danza della Locusta (animale fallico) a occidente del Blue Canyon e lungo la strada giocarono allo shinny, un gioco con la palla e un bastone curvo. Al momento di mangiare nessuno li invitava per via dell’aria trasandata, ma alla fine una ragazza li chiamò a casa sua e offrì loro dello stufato. Il cibo era insipido, ma i Gemelli erano sudati e perciò erano salati e con il dorso delle mani si sfregavano continuamente il moccio dal naso. La ragazza notò che poi immergevano le mani nella pentola per dare sapore al cibo e ne fu schifata. Alla sera si era sparsa la voce; nessuno li voleva a cena e così essi vollero vendicarsi della scarsa ospitalità, scagliando frecce contro i santuari. Gli Hopi adirati volevano dare loro una lezione, ma essi li spruzzarono di liquido paralizzante trasformandoli in pietra, andarono verso Moenkopi, costruirono un santuario della Donna Ragno presso la sorgente e proseguirono verso ovest per stabilire un nuovo villaggio a Canyon del Sale (l’attuale Canyon Havasupai nel Grand Canyon) e preparare una strada per gli Hopi buoni che volevano andare a prendere il sale. Mentre andavano si dovettero fermare perché la nonna era stanca; l’ultima volta si fermarono a giocare una partita a scacchi, che persero, con gli Hopi, poi raggiunsero la nonna, ma questa era esausta: Infine quando lei, lamentandosi, disse che non riusciva a fare neanche un passo in più, loro scavarono una trincea stretta e le dissero di stendersi sulla schiena a riposarsi. Le tolsero il vestito dicendo: ora le tue parti intime sono allo scoperto e quando gli Hopi passeranno, ogni uomo penetrerà in te. Così faremo un buon affare perché, al loro ritorno, gli Hopi ti lasceranno del sale”. Quindi masticarono della medicina e la spruzzarono sulla Donna Ragno trasformandola in pietra (Simmons 1969).

Poi il primo nato disse al secondo di restare alla bocca del canyon a ricevere la preghiere degli Hopi che pregano i Gemelli, che sono stati vinti al gioco, di inviare la pioggia e questi si trasformò in pietra. Il maggiore proseguì oltre il Luogo che Spalanca le Natiche e altri santuari, si assicurò la promessa di aiuto agli Hopi da parte di Masau’u, signore del Grand Canyon e di Koyemsi, il clown cerimoniale e infine raggiunse il Sipapu, il luogo di emergenza degli Hopi e, secondo Don Talayesva (Simmons 1969), disse: “Qui gli Hopi si fermeranno a raccogliere il sale e deporranno le loro offerte”. Lasciò istruzioni, stabilì la dimora dei Kwan, mise la bacinella per l’acqua curativa e camminò lungo il bordo strofinando il pugno lungo le pareti del canyon, cambiando tutto in sale, poi si arrampicò su un ripiano di roccia e si trasformò in pietra.

Il Grand Canyon non era però l’unico posto dove procurarsi il sale. Anche il Lago Zuni era luogo di costante pellegrinaggio. In un mito Zuni Donna Sale, Ma’we, fece un pellegrinaggio al lago verso sud, insieme ai Gemelli della Guerra e all’Uomo di Turchese, uno spirito maschile, e qui si fermò, eleggendo sul lago la sua dimora, mentre i Gemelli scelsero una montagna che sorgeva dal lago. Il sale del Lago Zuni era così rinomato che fu trovato tra le rovine di Mesa Verde, a 200 miglia di distanza. Il pellegrinaggio per il sale era anche un pellegrinaggio per la pioggia, non solo al Grand Canyon, come abbiamo visto, compito lasciato al secondo Gemello, Nato Dall’Acqua, com’è chiamato, ma anche al Lago Zuni e comprendeva tra i vari riti anche una corsa rituale fino alla cima di un altopiano.  Donna Sale è pan- Pueblo: in Hopi è chiamata Öng Wuhti ed è una vecchia capace di predire le stagioni e donatrice del sale e tra i Keres è chiamata Tsi’ty’icots’a. Abbiamo visto che è collegata al sud ed è in rapporto con il pappagallo, animale meridionale. Il pellegrinaggio richiedeva la continenza sessuale, sia prima dell’andata che al ritorno; questo, insieme all’associazione del sito con i Gemelli della Guerra ci fa sapere che il viaggio era considerato una spedizione di guerra. Gli Hopi avevano un rito di copulazione con la Donna Sale, donatrice di se stessa e gli Zuni avevano formalizzato l’occasione sicché i pellegrini scambiavano con le zie scodelle di sale con scodelle di mais.(segue)

Riferimenti

Fundaburk, E.L. – Foreman, M. D. Sun Circles and Human Hands. Fairhope1957.

Matthews J.J. The Osage, Children of the Middle Waters. Norman, 1961.

Powers, W. K. Oglala Religion. Lincoln, 1977.

Powers, W.K.. Yuwipi. Vision and Experience in Oglala Ritual. Lincoln, 1982.

Simmons, L. W. (a cura). Talayesva, D. C. Capo Sole. Autobiografia di un indiano Hopi. Milano 1969.

 

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