Etnicità 11: Il caso dei Métis

I Métis (Krosenbrink-Gelissen 1989:33-42) del Canada sono i discendenti dei mercanti di pellicce europei e delle donne indiane, che sono emersi come gruppo distinto nel Nordovest canadese all’inizio del XIX secolo. Il termine Métis è usato per descrivere un particolare gruppo di persone etnicamente miste cui è stato riconosciuta qualche forma di diritto aborigeno nel Manitoba Act del 1870 e nel Dominion Lands Act del 1879. Perciò Métis è nato non come termine generico per definire persone di etnia mista, ma per designare un gruppo particolare con una distinta eredità sociopolitica, come mezzo di autoidentificazione e come categoria legale e politica.

Inizialmente il meticciato, che avvenne fin dal contatto tra indiani e europei, venne inglobato nella categoria «indiano». I francesi stabilirono legami con donne indiane allo scopo di migliorare il rapporto tra mercanti e indiani e per favorire l’assimilazione degli indigeni. L’uso di molti francesi di stabilire unioni fuori della chiesa e la loro indianizzazione culturale portò in seguito le autorità a scoraggiare questo fenomeno nel XVIII secolo e ciò, probabilmente, portò alla costituzione di comunità distinguibili intorno ai Grandi Laghi che vennero chiamate Métis e che hanno dato vita a città come Sault St. Marie e Detroit.
Gli uomini Métis servivano da intermediari per le compagnie delle pellicce ed erano liberi mercanti, fornitori di generi di consumo per forti e posti commerciali, guide e interpreti. Praticavano un po’ di agricoltura a debbio su piccola scala e compivano viaggi annuali di caccia al bisonte sul Red River District, da cui ricavavano il pemmican (carne secca polverizzata e mescolata con bacche, infilata in budelli, preziosa per via della lunga conservazione), un alimento fondamentale durante l’intero periodo del mercato delle pellicce. Il loro tratti culturali mescolavano elementi indiani e francesi visibili anche nel dialetto franco-indiano e nella religione cattolica. Alla fine del XVIII secolo cominciarono a spostarsi sul Red River District, il loro territorio di caccia, a causa della pressione dei coloni sui Grandi Laghi e questo diventerà la «patria», il cuore della Nazione Métis, composta di commercianti e cacciatori di bisonti semi-sedentari, i cosiddetti Métis Storici.
Dal 1670 in poi si sviluppò un’altra tradizione di commercio delle pellicce, quella inglese. Nel 1670 la Corona inglese garantì diritti esclusivi di commercio e colonizzazione all’Hudson Bay Company su quella che venne chiamata Rupert’s Land, che comprendeva la maggior parte del Canada. L’Hudson Bay Company (HBC) stabilì un sistema di factories ( posti commerciali) costieri e i Cree che abitavano nell’area commerciale della HBC divennero i mediatori con gli altri indiani, mentre il comandante del posto della Compagnia svolgeva questo ruolo tra i Cree che vivevano nelle vicinanze e l’azienda. Fino al 1763 l’HBC scoraggiò in tutti i modi i matrimoni misti, ma poi la sua politica cambiò quando, in seguito alla sconfitta definitiva della Francia in America, il sistema di commercio francese delle pellicce, venne incorporato dagli scozzesi della North West Company (NWC), che divenne un temibilissimo concorrente per la HBC. L’HBC tolse la proibizione contro i matrimoni misti per i suoi impiegati all’inizio del XIX secolo e il risultato fu la nascita degli halfbreed, meticci indiani e anglo-scozzesi. Lavoravano ai gradini più bassi della HBC, ma ricevevano un’educazione, in particolare le ragazze, perché potessero diventare buone mogli degli impiegati dell’HBC e, se il marito tornava in patria e le lasciava presso la tribù, la Compagnia garantiva a loro e ai loro figli una pensione.
All’inizio del XIX secolo si formò un altro gruppo di sanguemisto all’interno del sistema del commercio delle pellicce canadese: trapper predominantemente Ojibwa Salteaux e Irochesi si trasferirono nell’alto Saskatchewan e nell’Alberta, dove intrecciarono rapporti con gli indiani della zona, che cacciavano ancora per la sussistenza; questi indiani orientali già europeizzati scambiavano pelli di bisonte e pellicce degli indiani occidentali contro merci europee fornite dai Métis del Red River e stabilirono famiglie sposando soprattutto donne Cree occidentali. Questi particolari sanguemisto, che nascevano da un contesto tutto indiano, lavoravano per la HBC e si definivano ed erano definiti anche loro come Métis.

Abbiamo quindi tre distinti gruppi di sanguemisto anglofoni e francofoni. La situazione cominciò a cambiare dopo il 1811, quando cominciò la colonizzazione delle Praterie e, soprattutto, dopo il 1821, quando l’HBC incorporò la NWC, che aveva sempre rappresentato un bastione per i Métis. I Métis e gli Halfbreed si dispersero e un gruppo molto consistente fece centro sul Red River. Vi era però un altro problema: i Métis avevano estinto il bisonte dall’area del Red River e contribuirono alla sua quasi totale scomparsa dal Canada e perfino dalle Pianure settentrionali degli USA, in concorrenza con gli indiani.
L’identità Métis e in particolare dei Métis francofoni è connessa alla Ribellione del Red River, del 1870, guidata da Louis Riel, fondatore del Consiglio Nazionale Métis e ideologo della nazionalità Métis, alla Repubblica Métis di Batoche, Saskatchewan e al cosiddetto massacro di Batoche del 1885, legato alla seconda ribellione guidata da Riel, che in seguito a ciò venne impiccato e fornì così al movimento anche un eroe e martire. Durante queste ribellioni, però, molti contadini bianchi e gran parte dei meticci anglofoni vennero allontanati dalle azioni di Riel e così gli indiani, soprattutto Cree, con cui i Métis erano imparentati, non riuscirono a coordinare le azioni e agirono per lo più per conto proprio e con interessi diversi.
I Métis, comunque, hanno sempre rifiutato di essere identificati con gli indiani e lo stile di vita semi-nomade di cacciatori e commercianti e la lotta politica dei Métis del Red River hanno costituito i criteri centrali dell’autoidentificazione dei Métis contemporanei. Nonostante l’evidente contraddizione di un gruppo che è nato esclusivamente a seguito dell’interazione provocata dal commercio delle pellicce, i Métis sono riusciti ad ottenere il riconoscimento di diritti aborigeni e compensi per la perdita delle terre sul Red River. Métis è diventata una categoria legale ed essi sono anche riusciti, tramite le loro organizzazioni a diventare membri del World Council of Indigenous Peoples. Vi sono però, comprensibilmente dei problemi nello stabilire chi è Métis e quindi può godere di certe prerogative. Molti non-status Indians sono stati compresi tra i Métis e in particolare molte donne indiane che hanno perduto il loro status in seguito al matrimonio con un bianco. Il passaggio del Bill C-31 è stato salutato con gioia dai Métis, perché contribuisce a fare “chiarezza” etnica: i Métis appoggiano la distinzione tra i Métis storici, che sono quelli di cui abbiamo parlato finora, che per religione, lingua, ascendenza e ideologia sono dominati soprattutto dai Métis francofoni, e i Pan-Métis (il termine Halfbreed è stato abbandonato a causa del significato offensivo che ha assunto, perché equivale più o meno a “bastardo”); i Pan-Métis comprendono tutte le persone di ascendenza mista eurocanadese e indiana, che includono anche i Métis Storici e i Non-Status Indians, che non hanno particolare coscienza e organizzazione.
Dagli anni Settanta in poi il governo canadese ha esteso la sua percezione del concetto di «nativo» fino a comprendere i Métis e i Non-Status Indians, che prima erano percepiti semplicemente come cittadini canadesi, anche se non è ancora chiaro, costituzionalmente, che cosa ciò significhi con esattezza. I Métis Storici e gli indiani nel 1961 amalgamarono le loro organizzazioni provinciali nel National Indian Council, che si spaccò nel 1968 per divergenze di interessi, formando la National Indian Brotherhood, che da 1982 si chiama Assembly of First Nations, che rappresenta gli interessi degli status Indians) e il Native Council of Canada (non-status Indians e Métis) che si divise a sua volta con l’uscita delle associazioni Métis provinciali, che formarono il Métis National Council (MNC).

«Mentre hanno usato la legislazione canadese come precondizione per reclamare l’identità Métis, i Métis hanno creato due gruppi di Métis: gli «status» Métis, che possono stabilire un legame con la terra, e i «non-status» Métis che non possono. Il rapporto con la terra, il titolo aborigeno e i diritti aborigeni sono di cruciale importanza per quelli che sostengono di essere o sono riconosciuti come aborigeni. Per ultimo, ma non meno importante, si dovrebbe dire che i Métis hanno giocato un ruolo economico e politico cruciale nell’incorporazione dell’Ovest canadese nella Confederazione» (Krosenbrink-Gelissen 1989:41).

La contraddizione sta nel fatto che il processo di conquista e di sfruttamento capitalistico ha creato un’etnia che è mista per definizione, che è stata lo strumento principale della penetrazione europea in gran parte del nord e dell’Ovest canadese e che, proprio per questo è riconosciuta come aborigena. (segue)

Riferimenti

L.E. Krosenbrink-Gelissen, “The Metis National Council: Continuity and Change Among the Canadian Metis” (1989) 3:1 Native American Studies 33.

Be Sociable, Share!
Share this Post:
Digg Google Bookmarks reddit Mixx StumbleUpon Technorati Yahoo! Buzz DesignFloat Delicious BlinkList Furl

No Responses to “Etnicità 11: Il caso dei Métis”

Leave a Reply:

Name (required):
Mail (will not be published) (required):
Website:
Comment (required):
XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>