Steve Jobs è morto.

No, non ho mai avuto un aggeggio Apple e non sono fan della mela morsicata. Meno di un mese fa però ho conosciuto per la prima volta un vero fan della Apple, che in pochi minuti mi ha raccontato alcuni aneddoti su Steve e mi ha incuriosito a tal punto che nell'ultima settimana mi son guardato il film "I pirati della Silicon Valley" (era free su youtube sabato, adesso l'hanno già tolto) e letto circa metà del libro "Steve Jobs. L'uomo che ha inventato il futuro." Stamane arrivo al lavoro e mi dic...

Politica web e antropologi digitali

Domanda: come può l'antropologo professionista inserirsi in quel nuovo scenario di politica collaborativa nutrito dalla relazione tra cittadinanza e amministrazioni attraverso le rete? Un articolo di Repubblica parla di "rivoluzione democratica", utilizzando termini come wikicrazia e ricordando che il primo wiki-presidente della nuova Era Digitale è stato Barack Obama, precisando comunque che  "Va detto che i buoni risultati ottenuti finora sono stati inferiori alle enormi aspettative inizial...

Antropologia pubblica sperimentale: a spasso col niqab nel Veneto profondo

Antropologia pubblica sperimentale, direi. Alice, studentessa italiana, laureanda in scienze della comunicazione a Verona, indossa un niqab e, normalmente, passeggia per Arzignano (VI). E osserva cosa le succede attorno. Esperimento anche di etologia umana, ossia osservare il comportamento dell'animale culturale Homo Sapiens Sapiens quando esposto ad uno stimolo simbolico-culturale decisamente diverso da quella tipicamente riscontrabile nel proprio ambiente. L'iniziativa non è nuova nel model...

Imprenditori immigrati e etnobusiness: e l’antropologia?

L'antropologia culturale è fondata sul paradigma del portare nelle aule accademiche ciò che l'antropologo esperisce nell'altrove etnografico. La mente dell'antropologo era il vettore attraverso il quale costruiva e trasferiva conoscenza culturale globale, dal villaggio all'aula universitaria. "Essere andato là" era il marchio di fabbrica dell'antropologia. Scrive Geertz: E' questa capacità che sta alla base d'ogni altro intento dell'etnografia [...]: la capacità di persuadere i lettori che st...

Fiducia, credibilità e reputazione…e l’antropologia?

Guardando alcuni quotidiani durante le ultime settimane non può non saltare all’occhio la ripetitività con cui si presentano alcuni  termini che rimandano a concetti fondamentali nelle scienze sociali: fiducia, credibilità, reputazione. Da un punto di vista dell’antropologia sociale stiamo parlando dei cardini attorno ai quali è costruita la socialità umana e i pilastri sui quali sorge la cultura. Raramente però gli antropologi si dedicano con attenzione ad approfondire sistematicamente i conc...

L’antropologo disorientato

L’habitus antropologico classico dovrebbe contemplare una grande capacità di orientarsi. O meglio, di riprendersi dal dis-orientamento. Perché, diciamocelo, chi studia antropologia lo fa perché ama il poco noto, il nuovo, l’altrove, la contaminazione, l’esperienza umana nella sua quotidianità e diversità. Dopotutto, fare etnografia può essere visto come il risultato di un processo di ri-orientamento, secondo i propri canoni, all’interno di una situazione che inizialmente era vista come estranea....

Antropologia italiana e folclore: intervista a Francesco Faeta

E' di Repubblica del 14 giugno un'interessante intervista di Michele Smargiassi all'antropologo Francesco Faeta dell'Università di Messina. E' sui rapporti tra l'antropologia visuale e il folclore. Un legame molto stretto nel nostro paese, che in quanto legittimamente appartenente alla storia della disciplina antropologica, ne plasma ancora i dibatitti, i possibili sviluppi e le prospettive analitiche. Oserei dire che in Italia il folclore è ancora il paradigma di riferimento per la produzione d...

Antropologi al lavoro: linguaggi, tribù e lo schema HOMO

L’antropologo che voglia utilizzare le proprie conoscenze  e competenze nel mondo del lavoro avviando un percorso lavorativo autonomo necessità di mettere a fuoco alcune questioni specifiche. Il mondo del lavoro infatti parla un linguaggio diverso da quello accademico, ossia possiede una cultura diversa. Dà valore a cose diverse, ha priorità diverse, bisogni diversi, credenze diverse. Esso è, come è ovvio, culturalmente eterogeneo, popolato da tribù spesso in conflitto tra loro per motivi ide...

Tra accademia e mondo del lavoro.

Riprendo la serie di post inerenti la professione di antropologo applicato. Serve passare da essere studente-all'università e essere lavoratori-nel-mondo. Transizione che devono effettuare tutti gli studenti dei diversi corsi di laurea è che porta ad un radicale cambio di status. Essendo antropologi, dovrebbe risultare (più) agevole riuscire a fare un'analisi comparata tra ciò che comporta essere studenti all'università e lavoratori (magari parlando con chi già lavora da qualche anno, o sfruttan...

Antropologia della bellezza: diritto, potere, capitale.

L'estate è la stagione della corporeità, il trionfo dell'estetica, dell'apparire, del mostrarsi e del guardare. C'è un'antropologia delle visione, del colpo d'occhio, della variazione cromatica tra abbronzature, dei confronti volumetrici tra curve (sia maschili che femminili) che raggiunge i livelli più alti in tutto l'anno. Antropologia stagionale. In estate esplode il business dei concorsi di bellezza, dove schiere di giovanissime trovano un palco dove far valutare il proprio capitale corpo...