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La Donna Ragno (parte 4)

Il ragno appare come motivo costante negli oggetti cerimoniali del cosiddetto Culto dell’Avvoltoio o Culto Meridionale della Morte dei Costruttori dei Templi a Piramide Di Terra del Sudest degli Stati Uniti, antenati dei popoli di lingua Muskogee, Cherokee, Caddo e Siouana orientale attuali. Il ragno appare più spesso inciso nei “gorgets”, cioè dischi di conchiglia da portare alla gola ed è sempre associato al cerchio solare e alla croce nelle città sacre dal Tennessee alla Florida e dall’Oklahoma alla Georgia. READ THE FULL ARTICLE >>

La Donna Ragno (parte 3)

La Donna Ragno viene definita una combinazione di Eva e Lilith, la guardiana di nostra madre la terra e lo spirito che può ricondurre gli esseri umani nel ventre della terra (Marriott e Rachlin 1968). Spesso è accompagnata dai Gemelli della Guerra, di cui il maggiore è “maschile” e il minore è “femminile”; essi possono essere buoni o cattivi e sono i guardiani della vita e della morte. READ THE FULL ARTICLE >>

La Donna Ragno (parte 2)

L’aspetto creatore della Donna Ragno è ripreso in una versione trasmessa da Mullett, in base ai racconti del dr. Fewkes, la massima autorità sugli Hopi:

“All’inizio erano soltanto in due: Tawa, il Dio Sole e la Donna Ragno, la Dea Terra. Tutti i misteri e il Potere del Mondo di Sopra appartenevano a Tawa, mentre la Donna Ragno controllava la Magia del Mondo di Sotto. Nel Mondo di Sotto, dimora degli dei, essi abitavano ed essi erano Tutto. Non c’era uomo né donna, né uccello né bestia, nessuna cosa vivente finché Questi Due non vollero che così fosse.… E poi avvenne che questi Due ebbero un Pensiero ed era un Pensiero potente – avrebbero portato ad esistere la Terra tra il Mondo di Sopra e il Mondo di Sotto, dove ora si stendevano luminose soltanto le Acque Senza Fine. Così si sedettero fianco a fianco, facendo ondeggiare i loro splendidi corpi bronzei alla musica pulsante delle loro voci potenti, creando la Prima Canzone Magica, una canzone fatta di venti veloci e acque che scorrono, un canto di luce, suono e vita. …”Molti strani pensieri si formano nella mia mente – belle forme di uccelli che volteggiano nel Cielo, di bestie che si muovono sulla Terra e di pesci che nuotano nelle Acque” intonò Tawa. “Che queste cose che si muovono nel Pensiero del mio Signore appaiano”, cantò la Donna Ragno, mentre con le sue agili dita prendeva della creta e faceva prender forma ai pensieri di Tawa (Mullett 1981:15).”

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La Donna Ragno (parte 1)

Una figura straordinariamente antica di divinità ctonia con caratteristiche complesse è la Donna Ragno, che troviamo presso popoli diversi sia in epoca storica che preistorica. READ THE FULL ARTICLE >>

La porta dell’Aldilà e la toppa di chiave (parte 3)

A proposito di porte, quale miglior simbolo sessuale di un buco di serratura o toppa di chiave? E’ proprio questo schema che si ritrova in parecchie costruzioni indiane: la pianta delle case di terra (earth lodges) dei popoli agricoltori delle Pianure centrali e settentrionali, Pawnee, Arikara, Mandan, Osage, Oto, Omaha, era a forma di buco di serratura sul piano orizzontale, in quanto composta di tetto a cupola e un corridoio che portava all’esterno, lungo dal metro e ottanta centimetri fino a più di quattro metri. READ THE FULL ARTICLE >>

La porta dell’Aldilà e la toppa di chiave (parte 2)

Una delle prime cose che lo sciamano deve fare per poter superare la tempesta psichica e spirituale è di morire e risorgere ritualmente, tramite un viaggio nell’Aldilà, dove subisce varie prove, tra cui lo smembramento e la cottura. I sacerdoti del Midé “uccidono” gli iniziati, poi li “smembrano” ponendo delle conchiglie ciprea (dalla caratteristica forma di vulva) sulle giunture dei “morti” e poi li resuscitano, ammettendoli al consesso dei vivi (Monaco 1990). READ THE FULL ARTICLE >>

La porta dell’Aldilà e la toppa di chiave (parte 1)

Il rapporto dialettico tra la vita e la morte rende il sangue così “sacro” e pericoloso tra gli indigeni americani, ma non solo. Presso molte tribù un guerriero che prendeva il suo primo scalpo doveva purificarsi allo stesso modo della fanciulla pubere, attraverso la separazione, il digiuno, l’uso del grattatesta e della cannuccia per bere e le stoviglie speciali. I divieti riguardanti le ragazze puberi e le puerpere sono gli stessi anche per i guerrieri come l’Uccisore di Apache dei Papago, le vedove e i vedovi, gli assassini, i becchini, i sacerdoti che si preparano a un rito. READ THE FULL ARTICLE >>

Un grumo di sangue: idee indigene sulla fecondazione (parte 2)

Le idee mitiche e fisiologiche sul sesso come atto procreativo riflettono l’asimmetria sessuale più o meno forte all’interno delle varie società indiane. Tra i Lakota, per esempio, l’asimmetria è marcata: l’elemento maschile, lo sperma, che in generale gli indiani pensavano come un tipo particolare di sangue, era considerato il più importante nella procreazione. Nutrito dal sangue mestruale, l’elemento maschile dava origine alla vita. Non vi era alcuna idea dell’esistenza dell’ovulo. Così sembra che anche sotto l’aspetto biologico il contributo maschile fosse considerato attivo e quello femminile passivo (De Mallie 1983:257). READ THE FULL ARTICLE >>

Un grumo di sangue: idee indigene sulla fecondazione (parte 1)

Come tutti sanno, un tempo gli indiani avevano a che fare con animali di ogni genere e, dovendo contare sulle proprie capacità di osservazione per mangiare, avevano acquisito una discreta conoscenza dell’anatomia animale. La guerra, la tortura e il cannibalismo rituali avevano favorito l’acquisizione di informazioni sulla fisiologia umana, mentre la medicina tradizionale che curava ossa rotte e disturbi vari con la manipolazione e l’erboristeria le aveva aumentate. Dato poi che le coppie sposate abitavano in alloggi multifamiliari insieme a persone di tutte le età, come accade anche nelle nostre campagne e nei bassifondi metropolitani, la promiscuità favoriva la conoscenza della meccanica dell’atto sessuale. Ovviamente le varie cerimonie religiose di fecondità che prevedevano il coito rituale pubblico rinforzavano questa conoscenza fin dall’infanzia. Quale era tuttavia l’esatta visione del meccanismo della fecondazione o, per meglio dire, gli indiani sapevano che essa era il risultato dell’unione di ovulo e spermatozoo? READ THE FULL ARTICLE >>